Amor Fou @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Maggio/2010]
May 23rd, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: Live ReportIn genere quando sui profili Facebook di un po’ di amici vedo apparire citazioni mistiche del gruppo del momento con un sacco di pollici alzati a risposta, parto un po’ prevenuta su tale gruppo. E poi con frasi del tipo: “i nuovi Baustelle anzi meglio” , “il più grande gruppo degli ultimi 10 anni” su riviste musicali che il mese precedente hanno scritto lo stesso di altri artisti, penso: “quanto durerà questa attenzione?”. Bulimia citazionista, routine del mercato e della critica, artisti divorati dai loro stessi fan e poi vomitati da tutt’altra parte, queste le visioni apocalittiche che mi si palesano davanti agli occhi. Degli Amor Fou in questo periodo si parla tantissimo. C’è tanto amore per questa band di Milano formata tra l’altro da una vecchia volpe dell’indie italiano, Alessandro Raina, già con i Giardini di Mirò . Dove vai vai te li ritrovi, persino alla Feltrinelli hanno un’intera vetrina a disposizione. Complice forse di tutta questa visibilità, il contratto firmato con la EMI poco prima dell’uscita del disco di recentissima pubblicazione ‘I Moralisti’. La Major ha soffiato all’ultimo l’album alla Tempesta, etichetta che in quanto a “casi del momento” non sbaglia un colpo. Con queste premesse, scettica e prevenuta mi dirigevo ieri verso il Circolo degli Artisti dopo aver bevuto un paio di bicchieri di Traminer per dare un po’ di fascino alla serata.
Il concerto è appena cominciato con la ballata melanconica e rarefatta ‘Un Ragazzo Come Tanti’ dal sapore anni ‘60, che suppongo volutamente, rimanda melodicamente a ‘Vedrai Vedrai’ di Luigi Tenco . Il locale è mezzo vuoto o mezzo pieno, dipende da come si affronta la vita, ma c’è una bella atmosfera raccolta, intima. Le facce del pubblico sono sorridenti, labbra che seguono le parole, come ne facessero il playback. “Sono innamorati davvero questi fan” penso. Mi investe un sound decisamente incisivo. Le chitarre elettriche - oniriche di Giuliano Dottori: riff mai invadenti, languidi e di gusto che si innestano a canzoni che prendono ispirazione dalla tradizione cantautorale italiana, stravolgendola, donandogli la tristezza arresa e urbana di questi anni duemila. Melodie cristalline, chiare, taglienti avvolgono il Circolo. Le reti ritmiche geometriche mai scontate di Leziero Rescigno alla batteria donano un sapore ipnotico al tutto e apportano agli arrangiamenti un tocco selvaggio e istintivo, lontano dalle gabbie compositive del cantautorato. Vuoi vedere che mi sono sbagliata su questi Amor Fou ? Come quando a 14 anni in segno di protesta non andai a vedere Titanic e ora mi mangio le mani per non aver condiviso ai tempi quella sana euforia collettiva? “Lo stipendio al videopoker/questa settimana immolerò” , ‘Cocaina la domenica’. Ritratti di un Italia fatta di personaggi piccoli e per questo pericolosi, della banalità del male e della banalità e basta. Sullo sfondo, a fare da scenografia al concerto, le foto attaccate con lo scotch-carta di Nannarella, Monica Vitti, Albertone, Alvaro Vitali. I simboli di un Italia opposta ai ‘Moralisti‘, divi anti divi: sinceri, puri, popolari. I testi sussurrati da Raina sono sicuramente poetici e asciutti ma con qualche frase ad effetto di troppo come “Arrivederci primo amore mio/chi si violenta gode” incipit del brano ‘De Pedis’ comunque un gran bel pezzo dedicato al celebre Renatino della banda della Magliana, personaggio ambiguo tra malavita e chiesa.
Proprio mentre inizio a crederci e ad emozionarmi, verso la fine, la tensione del concerto cala vorticosamente. Forse a causa di un po’ di carenza scenica del frontman/non frontman Raina, che canta con lo sguardo basso, smorzando spesso le ultime vocali delle parole e riuscendo ad impadronirsi del palco solo quando non canta ma suona la chitarra. Cala l’attenzione, non è un’impressione solo mia, parte del pubblico si guarda intorno, va a prendersi una birra. Il live si sfoga con gli ultimi tre minuti di strumentale inquieto, rock, sudato. I ringraziamenti al pubblico e alla band in apertura ( Modì ) sono sinceri e accorati. Conclusione. Chi siete voi, cari Amor Fou ? La frase “se solo noi/fossimo almeno un po’ noi” dell’ultimo brano in scaletta ‘Dolmen’ può forse servirmi per riassumere l’idea che mi sono fatta sull’essenza della band dopo questo concerto. Interessanti ma senza un’identità davvero definita. Sono forse il simbolo della nostra generazione: poetica, disperata e al contempo un po’ vuota?
Giulia Ananìa
Foto by Valeria Magri
Scusa ma stò calo di cui parli non l’ho proprio percepito,anzi il concerto è stato un crescendo di emozioni e il
pubblico ha seguito fino alla fine col fiato sospeso.Riguardo alla personalità trovo che gli Amor foù ne abbiano a volontà e il loro live ne è la prova,di canzone d’autore suonata in questo modo in italia non se ne vede poi tanta…
E’ stato un gran bel concerto.
Di Alvaro Vitali non c’era traccia,forse l’avrai confuso con Gianmaria Volontè o con Totò.
Comunque stò calo di cui parli non l’ho percepito e neanche il pubblico.Il concerto è stato un crescendo di emozioni e il pubblico era ipnotizzato proprio da Raina(non frontman?),Rescigno(straordinario)e soci.
Gran bel concerto…consiglio a tutti vivamente di vederli e scoltarli live.
Recensione totalmente inattendibile. Per me la vera sorpresa del concerto è stato proprio Raina, che all’epoca dei Giardini mancava palesemente di carisma, vocale e non solo mentre oggi ha tutte le carte in regola per guidare un progetto così, ed è migliorato tantissimo in primis alla voce oltre ad essere nettamente il piu’ carismatico della band. Testi sussurrati ? Ci sono brani che ricordano i Wire, ero a fianco di F Guglielmi del Mucchio Selvaggio (uno difficilisismo da convincere) ed ha avuto le mie stesse impressioni. La frase finale da sociologia spicciola è veramente il top. La solita esigenza di ridimensionare la band del momento, che noia.
Che sia inattendibile è un tuo personalissimo punto di vista. Da quello di Giulia credo sia attendibilissimo allo stesso modo. Se vorrà risponderà la stessa autrice dell’articolo. Se in questa città-paese la smettessimo di vivere la musica come tifosi da stadio sarebbe veramente un bene per tutti. Siamo in piena libertà, soprattutto su queste pagine. Non c’è nessuna esigenza di ridimensionare le band del “momento”, perchè non sappiamo neanche cosa significa band del momento. Esistono buone band e cattive band.
Su questa scia potrei risponderti che esistono buoni e cattivi giornalisti musicali. Nessun tifo da stadio Nerds, questo è un gruppo che può ancora crescere ma è fra i pochi su cui si può puntare se si guarda all’insieme della sua cifra, disco, live eccetera. Lamento la scarsa competenza di chi scrive, che è il problema ricorrente delle webzine. Ventimila battute per parlare di gossip, preamboli egocentrici su come ci si prepara ad andare al concerto o su quanto si è prevenuti verso un gruppo, citazioni rielaborate dai comunicati stampa e poi quattro paroline in croce su quello che (in un mondo ideale) dovrebbe fare una recensione,ossia parlare autorevolmente della musica e della scrittura di un artista. Non leggo nulla sul suono di questo gruppo che dagli esordi è rivoluzionato e che dal vivo è ulteriormente diverso rispetto al disco, sui progressi di Raina (lo dice uno che l’ha sempre considerato un mezzo bluff) e della sua scrittura che mi pare abbia pochi eguali attualmente nel pop italiano, e addirittura leggo che sarebbe calata l’attenzione quando in realtà il pubblico è aumentato brano dopo brano e sugli ultimi 3/4 pezzi era in completo visibilio. Per questo mi permetto di dire che la recensione è inattendibile e anche inutile per chi non conoscesse la band, il suo suono e la scrittura. In compenso ci sorbiamo 15 righe per essere informati del fatto che tutti parlano degli Amor Fou. Questo è gossip, a me interess la musica.
Caro Thomas, scusa ma non c’eravamo accorti di avere il nuovo Lou Reed dietro casa. Detto questo nessuno mette in discussione la bontà artistica di Raina, del resto Giulia ha solo riscontrato un calo nella seconda parte. Hai ragione, il problema delle webzine è la scarsa competenza, ma sicuramente non della nostra (la longevità, il credito generale, il successo… è qui a dimostrarlo). Una recensione dovrebbe parlare autorevolmente della musica e della scrittura di un artista? Lo dici tu. E’ un tuo pensiero, un tuo desiderio, una tua voglia repressa. Dove sta scritto? C’è una regola? Un manuale? Ognuno si crea il proprio stile, che per un giornalista (in senso generale) raggiunge il compimento, quando quello stile è riconoscibile. Alla base certo c’è bisogno della competenza ma qui credo si stia discutendo su cose che avresti voluto trovare scritte. Giulia non è una giornalista professionista (gli auguriamo presto di diventarlo), è una musicista, all’esordio su questa testata. Il gossip è quello che fai te parlando di band del “momento”. Che signfica? Che fra due mesi, finito l’interesse dei giornalisti prezzolati, della copertine patinate dei cataloghi pubblicitari (ops magazine), il gruppo finirà nel dimenticatoio? Alla Locanda Atlantide sei mesi fa c’erano 30 persone a vedere gli Amor Fou. Non 5 anni fa. 6 mesi fa. Significa quindi che non erano ancora band del momento? Queste diatribe che s’accapigliano sul nulla non fanno che confermare quanto sia indietro culturalmente questo paesetto. Grazie e a presto.
Ti sbagli Nerds. Per me si possono e si devono anche scrivere le stroncature, purchè si scriva di musica. Se su una testata specializzata scrive gente che non ha (ancora) la professionalità per farlo ed è delegata a parlare di una band che sta avendo un certo risalto e meriterebbe un recensore adeguato è un problema, non mio ma del sistema informativo. Non ho visto copertine con gli Amor Fou…però stiamo parlando di un gruppo che come altri alla lunga sta dimostrando una certa caratura, quindi si potrebbe anche lasciar perdere sti pipponi sul ‘gruppo chiacchierato’ che è il presupposto della recensione vostra, visto che fra l’altro sono in giro da tre anni e non mi pare fossero sconosciuti sei mesi fa, erano già stati in tv e sui giornali. Poi è chiaro che dipende dal presupposto con cui si scrive, si divulga e si ascolta. Pe rme sono tutte cose serie e da lettore pretendo qualità. La giornalista ammette ironicamente di essere andata addirittura prevenuta eddai! Alla Locanda Atlantide c’erano 30 persone, e io me ne andai dopo 3 pezzi perchè le casse dell’impianto erano sfondate ed era una situazione indegna in un locale improponibile, due mesi dopo ad Ascoli c’erano duecento persone in un bar di periferia, ma che vuol dire. Io sto a Torvergata, la settimana scorsa al Buddha Smile il tributo a Zucchero avrà fatto quattrocento persone, quindi ?
Quindi si deve scrivere solo di ciò che si conosce. Siamo alle solite. Allora scusaci tanto. Da domani la parola d’ordine sarà ERUDIZIONE. Gruppo chiacchierato è stato solo un appunto nella recensione. Ti ostini a voler avere ragione perchè avresti voluto leggere un articolo che pontificasse la band. Cosa ha fatto prima di quel concerto non deve importare. Conta quell’ora e mezza in quel momento. Anche se fossero i Velvet Underground redivivi. L’appunto sulla Locanda era per domandarti il significato di band del momento… il fatto è che ci si accorge di certi eventi solo quando lo si vuole. Scrivere di musica è possibile a tutti. Ma scrivere onestamente di musica a pochi.
Concordo sulla non competenza della pseudogiornalista, essere musicisti (bisogna vedere chi sia poi, io non l’ho mai sentita nominare) non vuol dire saper scrivere di musica. Da notare poi i molti errori grammaticali che la dicono lunga. Riassumendo io concordo con Thomas.
Cara Fabiana, inutile fare del facile umorismo snob e un po’ classista. Giulia non è una giornalista e nessuno ha mai detto il contrario, e poi una persona bisogna per forza che sia di tua conoscenza per essere musicista?. Chiediamo scusa ai tifosi della curva Raina per aver tentato di descrivere un concerto. Tutta la prima parte dell’articolo evidentemente è scritto in lingua turkmena, perchè non leggo critiche o stroncature, anzi. Libera poi di concordare con chi vuoi.
Mi sa che la esordiente/dilettante voleva farsi un pò notare ed è una classica strategia di chi cerca attenzione e fa fatica a conquistarla con la propria arte.
E’ assolutamente leggittimo esprimere un proprio giudizio sulla musica degli amor fou e sul concerto del circolo degli artisti ma scusatemi in questo caso si sta manipolando la realta dei fatti,dicendo che il pubblico avrebbe avvertito questo calo della band e la poca personalità del frontman.Non è vero,punto e basta.
Invito tutti a visionare il video tratto dal live del circolo del periodo ipotetico dove ogni parola della cara Giulia può essere smentita,al di là del gusto personale della non/giornalista.
Ribadisco il concerto è stato un crescendo fortissimo e suggestivo.C’ero anch’io.
Rigà, abbassiamo i toni… non c’è nessuna curva Raina (almeno non per quanto mi riguarda, per le signorine non so :-) il problema principale purtroppo non è solo sintattico e nemmeno nel fatto che si sbagliano i titoli e si citano storpiandoli i testi delle canzoni. Queste cose sui siti specializzati sono all’ordine del giorno, se no non sarebbero specializzati. :-)
Diciamo che in una redazione normale, con collaboratori stipendiati e formati, queste cose non succedono, ma come ci ricorda Nerds siamo in Italia. Lasciando perdere queste bazzekole il problema è che invece di leggere una recensione che parla di musica ci dobbiamo ancora sorbire topiche come ‘le reti ritmiche geometriche’ del batterista (un talento rubato alla trigonometria?), ‘le gabbie compositive del cantautorato’ (chi ha le chiavi ?) e le ‘chitarre elettriche oniriche’ che sembrano prese dai testi delle band post subsonica di rock targato italia. Tanti aggettivi e metafore che non vogliono dire assolutamente niente pur di non parlare di scrittura, di influenze, di suono, delle differenze con il passato di una band già passata dal circolo in assetto completamente diverso (ah, quella volta c’erano 400 persone, quindi? stanno fallendo ? colpa di dissonanze ?)….solo un lunghissimo preambolo a una conclusione pseudo sociologica che di fatto rimanda un’esibizione apprezzatissima di un gruppo patrimonio della musica italiana attuale al di là di un concerto bello o brutto.
E poi che almeno ci si documentasse sui contenuti…il testo di Dolmen non dice “se solo noi/ fossimo almeno un pò noi” ma “ah se noi fossimo/almeno noi” il senso è molto,ma molto diverso.
E sceglietevele bene stè collaboratrici,ma si possono mai sentire stè castronerie?Prima su tutte quella di Alvaro Vitali…
Thomas, quanto rancore trapela dalle tue parole nei confronti delle webzine specializzate. Una redazione normale con collaboratori stipendiati e formati esiste quando nella testata in questione esistono degli introiti economici. E ti assicuro che per esperienza personale quasi ventennale, “queste cose” come le chiami tu, succedono eccome nelle redazioni “normali”. Ma dove vivi su Marte o veramente a Torvergata? Nerds Attack! vive di passione e non di “sovvenzioni”, senza pressioni e strette di mano, senza condizionamenti e rincorse al bandwagon del “momento”. Non esiste una linea editoriale se non quella personale. Fieri di questo. Ci scusiamo ancora per gli eventuali errori e per non aver compreso, stolti e soprvveduti come siamo, l’arte degli Amor Fou. Per (s)fortuna siamo solo in Italia.
io sono rimasto delusissimo dal concerto. Avevo convinto tutti i miei amici a venire convinto dal 2 disco che ho apprezzato molto, ma il sound era veramente terribile, non credo dipendesse tanto dalla band ma da come erano settati i volumi. Voce altissima e cacofonica, chitarra solista poco o troppo presente a seconda dei pezzi, batteria decisamente secca, senza un minimo di cosa, sembrava un concerto grunge.
il calo dell’attenzione per me che ero nelle ultime file eccome se c’è stato, la sala da metà bar in poi non faceva altro che svuotarsi e riempirsi con un continuo cambio di gente che dopo 10 minuti non ce la faceva più, miei amici compresi… è allucinante come uno dei locali più belli di roma non permetta di assistere a un concerto che consenta alla band di esprimersi al meglio.
…ma io dico, ogni volta sta storia: quando il “recensore” scrive bene su un artista o una band, allora va tutto bene, e’ fichissimo, e’ cool, e’ alternativo e ci piace….. Poi una volta che si da un parere (perche’ poi quello e’, semplicemente un parere), magari non troppo positivo, allora e’ un incompetente che non capisce i gusti del “popolo”…… Ma dai su….. cercate di non rompere, e poi se siete tanto bravi a capire i nostri gusti, andateci voi a scrivere su NerdsAttack o qualsiasi altra rivista……. Ma sparateve….
Mettiamo ordine: quest’anno li ho visti due volte e ho queste impressioni.
la rece della ragazza è onesta, un pò troppo ricamata su preamboli al vero superflui ma non è vero che non dice nulla del suono e della scrittura. Li accosta addirittura a tenco !
Raina è miglioratissimo ma il live non lo aiuta e non è impostato per far risaltare il cantato che sul disco invece spicca. Se lo mettiamo fra i cantautori italiani che vanno per la maggiore (Dente, Brondi, Bianconi, Brunori Sas, Moltheni…) vocalmente è già sopra la media (tenendo conto anche dei dischi) e quando suonanoi in acustico è veramente bravo. Se lo mettiamo in un contesto major di interpreti pop (alla Renga o Tiziano Ferro per dire) è evidente che ha limiti tecnici, che non ha studiato canto e non regge il confronto in alcun modo quindi spero non vadano a San Remo.
Live sono una buona band e prima non lo erano ma ci sono ancora discontinuità di suono e di intensità quindi voglio rivederli dopo sei mesi di rodaggio ma mi sembra che il loro live punti sull’intensità e non voglia ripetere il disco pari pari un pò a scapito della voce. Per dire al circolo i cori di dottori erano stonati e lui è intonato per cui ci sta.
rescigno è il miglior batterista italiano
un bassista come luca saporiti l oavrei tenuto tutta la vita ma essendo andato coi marlene posso capirlo.
dolmen è una cazzo di canzone generazionale e dice di piu’ sugli anni zero in tre righe di tanti dischi usciti sul tema.
peace and love
Carissimi.
Credo che ci siano almeno 200 recensioni possibili per il concerto di Venerdì.
Ognuna è quella della persona presente al concerto, ognuno è un punto di vista condivisibile o no.
Credo sia un po’ stupido sottolineare per screditare la recensione, che io sia esordiente/dilettante, ciò non mi vieta di scrivere la mia recensione e la mia opinione se tale opinione è motivata.
A me le vostre frasi tipo : ” la solita esigenza di ridimensionare il gruppo del momento” “sociologia spicciola” non mi sono sembrata granchè motivate, anzi mi sono sembrate un po’ risposte da terza media.
Se è importante la qualifica, forse dovreste qualificarvi anche voi dato che state scrivendo comunque la vostra opinione ed ha il valore di una recensione personale- che vale quanto la mia - su una webzine specializzata.
Molti critici musicali hanno probabilmente iniziato da dove ho iniziato io, metterci la faccia dietro un opinione forse è più coraggioso di leggere per sentirsi dire soltanto quello che ci piace.
Inoltre ho sottolineato molte cose che mi hanno colpito del concerto, ma nessuna critica è prevista nel vostro regno.
Ho trovato il concerto interessante ma come temevo non mi ha emozionato , tutto qui.
Qual’ è il problema? Perchè vi state scaldando tanto?
E le righe iniziali su quanto si parla degli Amour Fou sono una riflessione un po’ più vasta su questi tempi.
Sono annoiata da queste gonfiature mediatiche che non fanno altro che nuocere agli artisti stessi, spesso meritevoli ma non ancora arrivati alla completa maturità creativa.
Questo è un problema a mio avviso non piccolo: si parla di un qualche artista unto dal signore per qualche mese innalzandolo alla miglior cosa degli ultimi anni , poi uno si va a vedere un concerto o si compra il disco e ne rimane inevitabilmente deluso.
Ascoltare le critiche e rispondere aiuta a pensare, voi volete che si ripeta a pappagallo quello che si dice nel giro perchè forse non andate a cercarvi la musica da amare ma vi mangiate la pappa pronta.
Probabilmente se avessi rigirato le paroline dei comunicati stampa entusiasti e parlato completamente a favore degli Amour Fou non avrei ricevuto questa pioggia di critiche, anche un po’ snob e infantili.
Sarebbe stato assai più comodo e non avrei perso una mezzoretta a rispondervi.
Mi fà sorridere la frase che probabilmente mi volevo fare pubblicità..e dove mi porterebbe questa pubblicità? Ma che siamo pazzi?
Probabilmente questo è il vostro modo di ragionare, quello per cui se si agisce è sempre per tornaconto.
Se voi appartenete a questa schiera non significa che ci debba appartenere anche io.
E poi sentire che se un musicista non è si è mai sentito nominare non è un musicista, che grande amore per la musica.
Nutrire un po’ di sospetto verso ciò che ci propina il sistema, vi assicuro, può tornare utile anche a voi in questi tempi bui.
Impariamo a riconoscere dov’è che si nasconde il sistema, forse non è soltanto in televisione, che dite?
Mi scuso per l’errore nella citazione di Dolmen.
Per quel che riguarda Alvaro Vitali io l’ho visto prima fila delle foto a destra.
Se non c’era sarà stata una svista, le foto erano in penombra.
E comuque se non ci fosse stato bisognava inventarlo.
Un abbraccio a tutti.
Giulia
Cara Giulia,degli amor fou se ne sente parlare non certo per i comunicati del loro ufficio stampa,ti invito a leggere Blow up di aprile,il blog di Marinella Venegoni(40 anni di carriera giornalistica alle spalle)de La Stampa,Mucchio Selvaggio,XL di repubblica, e molte altre fonti tra cui anche appassionate webzine come questa.Non mi sembra ci si trovi davanti a gonfiature mediatiche o alla pappa pronta.
Gli amor fou hanno alle spalle lunga gavetta,da 4 anni portano in giro per l’italia la loro musica con live e spesso in totale autogestione.Raina e Rescigno arrivano da Giardini di mirò e La Crus,Dottori è un promettente e talentuoso cantautore oltre ad essere un ottimo chitarrista.Insomma gente che suona sul serio
e sa scrivere le canzoni.Leggittimissimo esprimere il proprio gusto e le proprie emozioni nel recensire un live
ma il discorso sul caso mediatico e la solita pappa pronta dimostra scarsa conoscenza di quello che si sta trattando.Questa è gente che si è fatta il culo e il fatto che se ne parli lo trovo giusto vista la qualità della loro musica,li seguo da un paio di anni e apprezzo molto la serietà con cui hanno proseguito il loro percorso,hanno faticato ed ora stanno raccogliendo.E’ proprio il pubblico che ne sta parlando di più,oltre
ogni testata giornalistica,e se le loro canzoni emozionano che se ne prenda atto.Riguardo al live su you tube ci sono ben 3 video del tanto discusso concerto(discusso su queste pagine,i commenti altrove sono in stramaggioranza positivi),chiunque volesse farsi un’idea sull’atmosfera che si respirava si facesse un giro!
Una divagazione notturna alla mia tesi di laurea mi porta in questi lidi e scopro che c’è un bel dibattito in corso
sul live di venerdì scorso degli Amor foù al circolo,dove spesso trascorro belle serate e nottate.
Si parla anche d’altro,scarsa attendibilità dei recensori,bolle mediatiche che traviserebbero la qualità reale della band in questione,egocentrismi giornalistici etc..
Seguo da tempo questa webzine e non entro nel merito della faccenda,ma visto che c’ero anch’io al concerto
dei quattro milanesi,mi permetto di aggiungere qualche altro elemento trascurato fin’ora dai dibattenti.
Il concerto mi è piaciuto molto,non li conoscevo direttamente anche se ne ho sentito parlare parecchio in stì ultimi tempi.Ho ascoltato il live con trasporto fino dalle prime battute,il concerto è iniziato con uno strumentale sul quale il cantante ha recitato uno spoken in francese credo(la voce è venuta fuori bene sul secondo brano)che si è concluso con un crescendo molto bello dove il batterista che fino a quel momento
era al piano elettrico ha dato una sferzata inattesa prendendo possesso dei tamburi con una certa personalità e incisività.Gli altri gli sono andati dietro…Ho capito che non si trattava di un gruppo che fa semplicemente canzoni,ma che ci sarebbe stato dell’altro.
Sono seguiti una malinconica ballata (testo molto emozionante)con un ritornello struggente alla Psichedelic Furs,a seguire una bella e adrenalinica song con ritonello alla Editors(bellissime le chitarre).Poi credo abbiano suonato il singolo”peccatori in blue jeans”(testo geniale)e a questo punto è successo qualcosa che mi ha così colpito che ho deciso che avrei preso il loro album(decisione non tradita):i quattro hanno eseguito De Pedis e confesso che da molti anni non mi capitava di ascoltare una canzone di tale bellezza.Il concerto è proseguito con un’altra bellissima ballata più altri brani che non ho ancora decifrato,il disco l’ho preso l’altro ieri..Verso il finire del primo set il gruppo si è prodigato in inaspettate code strumentali dalle reminiscenze Sigur-ros,Mogway,Morricone.Molto emozionanti,e ho pensato :però,stì amor fou sonano per davvero!
Dopo una breve pausa sono tornati sul palco(bella la scenografia con foto in bianco e nero di personaggi che rappresentano l’Italia che fù)e hanno suonato un’altra perla che mi costringerà a recuperare anche il loro primo album”La stagione del cannibale”una ballata voce,piano e chitarre acustiche che mi ha dilaniato.Il brano conclusivo è stato Dolmen.Potentissimo,urlato con tutta la forza rimasta e con coda in crescendo prog che è poi deflagrata in un massacre..stile Tzadik.
Giulia non te la prendere.Baci!
Cara Elena.
Ho letto le tante recensioni sul disco degli Amor fou non ti preoccupare (uff), le ho lette tutte, perchè come te compro ogni mese i giornali citati ( ari-uff).
Ti sei dimenticata ad esempio di citare la recensione su Rolling stone (tra l’altro non propriamente entusiastica).
Magari l’hai letta e hai fatto finta di non vedere il lato critico, plasmando l’ opinione altrui nella tua opinione che è l’unica possibile.
Sicuramente sono recensioni scritte da persone con ben altra esperienza di me .
Infatti non vedo quale sia il problema e il perchè tu continui a sottolineare questo punto.
Io non scrivo con presunzione di giornalista, ma ci mancherebbe, scrivo semplicemente la mia visione sul concerto motivandola..come avete fatto voi d’altronde senza che nessuno vi assalisse e vi dicesse in pratica che non capite un c**zo.
Essendo alle prime armi dovrei scrivere quello che scrivono persone con più esperienza di me? Ma che ragionamenti sono??
La tua tesi Marinella Venegoni ha scritto che sono bravi e allora c’ho ragione io è un po’ infantile se permetti.
Inoltre tu stai parlando di recensioni del disco cosa assai diversa delle recensioni su un live.
Qui nessuno vuole aver ragione tra l’altro, ti assicuro, sul fatto che gli Amor Fou siano un grande gruppo o meno.
Io sto semplicemente ragionando sul fatto che in quest’ epoca è sempre difficile offrire una visione fuori dal coro senza essere assaliti e che spesso vengono osannati degli artisti semplicemente perchè c’è poco di cui parlare nella scena musicale italiana.
A me non fà “arrabbiare” se a voi il concerto è piaciuto e li ritenete un grande gruppo, perchè invece voi ve la prendete tanto se a me non ha convinto completamente??
Come avrai visto da i vari commenti c’è chi il concerto è piaciuto e chi no.
Il mondo è fatto di una moltitudine di percezioni e tu questa cosa non la puoi controllare forse è per questo che ti scaldi tanto.
Inoltre ribadisco la mia recensione non era negativa, anzi..in certi momenti il concerto mi ha emozionato parecchio in altri ho visto un gruppo che deve ancora crescere.
Tu e altri vi siete soffermati soltanto sulla parte critica e questo è l’attegiamento di chi non accetta critiche.
Per Marco:
Non me la prendo anzi!
Mi fa piacere leggere la tua percezione sul concerto e in certi punti ho anche capito cose che mi sono sfuggite e mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto.
Perchè me la dovrei prendere?
Buona giornata a tutti.
C’è il sole.
Scusate i toni concitati niente di personale, davvero.
gli amor fou hanno firmato per una major quindi è normale che siano strombazzatissimi, i soldi comprano spazi. poi magari fra qualche mese non ce li ricordiamo nemmeno più. o forse no. ma chi se ne frega.
Io personalmente non critico la recensione, critico il modo in cui è stata fatta, parole vaghe e retoriche, divagazioni poetiche sulle proprietà del Traminer etc. Un concerto, come un gruppo, può piacere o non piacere. Dico però che per esempio quella di Marco è una recensione valida, meno chiacchiere e più messa a fuoco sulla musica. Al di là o no degli Amor Fou. Dai, non si possono sbagliare i testi se si citano, se non si è sicuri, evitare di citarli almeno, un po’ di umiltà.
E poi, a mio avviso, chi fa musica non può fare il critico. Vedi i vari botta e risposta alla pubblicità etc. E sì, Giulia, mi sono espressa male, non bisogna essere conosciuti per essere musicisti, hai ragione, ma bisognerebbe riflettere di più sul termine “musicista”, diverso da “artista”.
Quanta bella gente appassionata!
Capisco molto bene Giulia visto che sono un giornalista che scrive di musica e le sono solidale,ho trovato un pò arroganti certi interventi.
Ho visto gli Amor fou a Cisano Bergamasco qualche giorno fa,devo dire che invece ho trovato il quartetto molto
maturo da vari punti di vista,sia nel live che nella qualità delle canzoni(punto di forza del gruppo).
Forse il fatto che spazino in molti generi li espone a rischi di intellegibilità nella proposta che portano avanti.
In Italia funzionano molto di più le band monotematiche e quando ti muovi su corde più ampie corri il rischio di
non essere percepito sempre nel giusto fuoco,ma “cosa volete che ce ne freghi se”sembrano voler dire,loro se la suonano e amen,chi ci crede bene altrimenti liberi tutti di passare la sera in altri luoghi.
Mi ha stupito piacevolmente quanti spazi strumentali creano intorno alle canzoni che di per se potrebbero svolgersi anche in maniera più classica e credo che Raina e compagni abbiano come principale obbiettivo quello di suonare della buona musica,oltre che scriverne di sensata e pregna di contenuti.
Non è il mio gruppo ma” tanto di cappello”,fa bene alla musica italiana un approccio di questa risma.
Degustibus.
Io nelle recensioni dei gruppi italioti ci sguazzo come un maiale nel miele (e 5): IncrediBBile la ggente che non ha nulla da fare dalla sera alla mattina.
Buon compleanno Capo!
Grazie caro!
Assisto anche io sempre più allibito. Dopo quasi vent’anni di “professione” sul campo mi accorgo che nulla è cambiato. Rimaniamo, anche per certi comportamenti, anni luce indietro rispetto al resto del mondo musicalmemte “avanzato”. Rimaniamo al palo a scimmiottare, copiare, plagiare, senza peraltro un briciolo di UMILTA’, quella che servirebbe (almeno) per fare un grosso salto in avanti. Non tutto il panorama è così, ci mancherebbe, ma la situazione è triste. Aggravata da un pubblico, stranamente, sempre più ignorante, impegnato solo a “tifare” per quello o per quell’altro artista. Solo in Italia la musica viene così vivisezionata, analizzata nota per nota, strofa per strofa, passaggio tecnico per passaggio tecnico, canzone per canzone. E si dimentica che la musica è soprattutto emozione, istinto, urgenza.
a presto!