Intervista BUFFALO GRILLZ

Jun 7th, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: Speciali

Un esordio fragoroso che non poteva lasciarci indifferente. Un supergruppo grind al debutto con un album perfetto ( leggi ) sotto tutti i punti di vista. I Buffalo Grillz racchiudono l’essenza del vento estremo che spira ancora forte sulla città. Quando Nerds Attack! si muove per farsi raccontare storie e raccogliere testimonianze attive, significa che qualcosa, forse molto, addirittura moltissimo di buono c’è. Rintracciamo Enrico Giannone (voce + tanto altro) durante una delle sue pochissime pause lavorative e approfittiamo della sua enorme disponibilità per lanciargli una manciata di simpatiche domandine.

La prima domanda che viene formulata di solito ad una band “esordiente” è quasi sempre quella che chiede: da quale esigenza nasce questo progetto?

Personalmente dalla voglia di divertirmi e di suonare (si fa per dire) quello che ho sempre fatto dall’eta’ di 19 anni. Divertimento ed ironia associati al puro estremismo musicale, cose che ho sempre trovato biunivoche e speculari.

Di fatto è un vero e prorpio supergruppo estremo, siete consapevoli di rivestire questo pesantissimo ruolo istituzionale?

Credo che l’unica cosa della quale siamo consapevoli è quello di alzare sempre di più la barriera del terrorismo musicale, diciamo così di creare un circolo musicale da fight club; divertimento defaticante vivendosi tutte le situazioni in maniera serena e senza inutili aspettative.

Che fine ha fatto Marzocca inizialmente membro della band?

Max ed io ci conosciamo dal 1989 e le nostre “nefaste carriere” di musici dell’estremismo musicale si sono incrociate svariate volte, lui con I Natron ed io con gli Undertakers; avevamo sempre espresso la volontà e la necessità di formare una side project grindcore. Il nome Buffalo Grillz è stato inventato da Max Marzocca, quindi onore a lui; purtroppo le distanze, gli impegni sia lavorativi che di vita reale hanno fatto si che Massimo in realtà non prendesse mai parte al progetto.Infatti non ti nascondo che il progetto stava morendo prima di nascere poi l’incontro con Cinghio, ha fatto si che la cosa andasse avanti, dopo una settimana aveva già 6 pezzi pronti ed ha trovato Mastino e Gux per completare la line up. Se stiamo parlando di Buffalo ora dobbiamo tutto al buon Cinghio

Quanto tempo avete dedicato alla realizzazione del progetto, tenendo conto degli impegni personali di oguno di voi?

Guarda ottobre prima prova, gennaio registrazione del disco, aprile disco fuori. La band è concepita per andare avanti senza nessun problema; io non avevo nè voglia nè la pazienza di cercare una fantomatica etichetta, ho deciso di farmela da solo… tanto per quello che serve almeno rimane tutto qui fra noi e andiamo avanti. NEMA PROBLEMA.

La “scena” estrema romana, se di scena si può parlare, ha sempre prodotto ottime formazioni, più o meno longeve, più o meno fortunate all’estero… c’è una spiegazione a questa continua quanto sorprendente affermazione del “genere”?

Ti ricordo che il sottoscritto è napoletano, quindi eviterei incidenti diplomatici… ehehhehehe. Comunque io più che di una locazione geografica parlerei di un movimento che rispetto a qualche anno fa si è affievolito non tanto nelle band ma in quelli che erano i rapporti underground che c’erano prima fra band, addetti al settore e fruitori del genere. Per quanto concerne il genere, credo che il grindcore sia il genere dove veramente puoi fare quello che ti pare; puoi permetterti il lusso di non scrivere testi, puoi permetterti di chiamare un disco ‘Grind Canyon’; c’è tanta ironia e libertà di fare… questa cosa è la peculiarità del genere e non ha confini.

Chi è l’autore degli esilaranti/geniali titoli delle canzoni?

Con la massima democrazia ognuno dice un titolo, se tutti ridono allora è fatta. Sic et simpliciter.

Ironia e scherzi a parte la “cura” che la mano di Scott Hull ha avuto sul disco è dettaglio direi assolutamente non trascurabile… no?

Assolutamente no. La cosa più fica è che la band suona da dio, cioè la stesura dei pezzi è curata ed arrangiata. Per il disco ci siamo avvalsi di due studi di registrazione differenti, di un grafico che lavora per la metal blade ed il tocco finale di Scott Hull, colui che ha in mano tutte le produzioni della Relapse. Questo è il leit motiv della band, prendersi giro, riderci su ma fare tutto in maniera professionale e fatta bene, ovviamente budget permettendo.

All’interno dell’album trovano spazio degli inserti particolari, dall’intro… a sorprese più western-acustiche… è stato puro divertimento, una vera valvova di sfogo… un distacco autentico dalle esperienze “serissime” delle vostre band madre…

Si verissimo. Ma fondamentalmente anche nella precedente band (ma credo di parlare anche per gli altri del gruppo), la vena ironica c’è sempre stata prsente. Buffalo Grillz però è l’apoteosi della dissacrazione estrema; non scrivere i testi ad esempio è stato il naturale epilogo di anni, primo perchè non avevo nulla da dire, secondo perchè tanto non si è mai capito nulla di quello che dicevo; gli intro, gli inserti fanno parte proprio del genere come musica dissacrante e senza fronzoli… ripeto, la scelta cade senza progetti a tavolino pensiamo e proponiamo… ridiamo funziona… vai cosi.

C’è una possibilità che questo side-project possa essere nel futuro “allargato” ad altri musicisti o per adesso pensate solo a supportarlo dal vivo?

Buffalo Grillz è un gruppo non un side project con tanto di date e di promozione. Al momento noi 4 stiamo benissimo insieme e non credo che inseriremo chicchesia anche perchè le caratteristiche del gruppo sono ben delineate: devi suonare a duemila all’ora e bene, devi essere assolutamente auto ironico altrimenti nisba… stai a casa a sognare il dio metallo nel ciclo dei nibelunghi. Ovviamente Astenersi Emo e Frangette di ogni sorta.

C’è un titolo grind-oriented che è stato “tagliato” e dunque rimasto fuori dalla track list definitiva?

No, non metteremo mai un titolo serio… basta la musica a farti capire quanto siamo seri in quello che facciamo.

Ultime parole famose… ora potete:

Per le vostre serate conturbanti, per un compleanno, per un momento pepato o per rovinarti la reputazione per sempre: invita i Buffalo Grillz ad intrattenere amici e parenti. Te ne pentirai amaramente: grazie.

Intervista raccolta da: Emanuele Tamagnini

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