Intervista BOLOGNA VIOLENTA (Nicola Manzan)
Oct 5th, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: SpecialiIn occasione della prima serata del Mai dire MEI all’Angelo Mai di Roma, ho avuto l’occasione di scambiare due parole con un personaggio che ultimamente si è fatto conoscere grazie al suo irriverente progetto: stiamo parlando di Bologna Violenta . Una serata che prevede l’esibizione di 4 delle 12 band emergenti che saranno giudicate da vari addetti del settore i quali insieme decideranno un unico gruppo, che potrà partecipare all’importante MEI di Faenza. Durante la serata avrò modo di ascoltare gli Wot dalla Sicilia, i Vandemars dalla Toscana, i Mary Goes To Vietnam dal Veneto e i Dei Miei Dei dal Lazio. Tutte band di diverso tipo che hanno dato veramente il massimo nei circa 20 minuti a loro disposizione. Alla fine sarà Nicola Manzan che “manderà in sollucchero” il pubblico dell’Angelo Mai con il suo assurdo grindcore. Ma prima che iniziasse il tutto, poco dopo il soundcheck, si avvicina e mi da l’ok per iniziare l’intervista. Molto disponibile, rende subito la situazione tranquilla come speravo. Sigarette, risate, battute: praticamente una piacevole chiacchierata!
Ciao Nicola, intanto volevo chiederti cosa ne pensi di questa manifestazione che si sta tenendo in questi giorni all’Angelo Mai. Come ti sembra?
Sono contento che mi abbiano chiamato, mi sembra una cosa molto simpatica. Sono delle persone che si sono messe insieme per dare la possibilità ai gruppi di esibirsi e poi chi vince va a suonare al MEI che è una bella esperienza. Io ci sono quasi ogni anno, per un motivo o per l’altro. È una cosa carina, ci si incontra tra gli addetti del settore. È una cosa fatta bene perché i gruppi non pagano per partecipare ma è tutto a “sbattimento” degli organizzatori.
Ok. Allora inizio con una domanda d’obbligo: il tuo rapporto con la città di Bologna è stato ciò che ha fatto nascere questo tuo progetto giusto? Adesso come è diventato questo rapporto, come reputi questa città a livello musicale ma anche di pubblico, di giovani?
Il mio rapporto con Bologna è stato disastroso quando mi sono trasferito. Ho iniziato a frequentarla agli inizi degli anni 2000 perché avevo un gruppo con dei componenti di Bologna, ma era assolutamente “innocua”. Poi ci sono andato a vivere in un periodo in cui ero abbastanza grande, non per studio, e a quel punto l’impatto è stato traumatico: è stato un riprendere in mano tutta la vita per me, arrivare a Bologna e capire che se volevo suonare dovevo fare altro, dovevo puntare ad altro. Adesso ci vivo, sono due anni che ci sto e sto bene. È una città che cerca di risvegliarsi dopo anni di torpore più o meno forzato. Ci sono dei grossi problemi. Problemi di volume nei locali come un po’ ovunque, problemi che toccano un po’ tutta l’Italia. Però sono della frangia fiduciosa, perché vedo che si cerca di fare qualcosa, di portare avanti delle idee, poi è ovvio che le critiche interne sono continue. Sono tutti arbitri guardando le partite… Però io adesso ci sto proprio bene! È una città che può dare ancora molto, che offre molto. E gli spazi a volte bisogna anche prenderseli! Io conosco anche alcune realtà di centri sociali, di miei amici che prendono posti, fanno: qualcosa si può fare, non è semplice però…
Bisogna muoversi un po’ da soli…
Bisogna un po’ sbattersi. Io sto a Bologna perché fondamentalmente è comoda, perché sono in tour costantemente e quindi Bologna è una città geograficamente molto pratica!
E invece Roma? Le volte in cui ci sei stato che effetto ti ha fatto?
Beh Roma è una città a parte…
Ultimamente ci hanno dato dei “porci” hai sentito?
Oh si! Vabbè insomma… il fatto è che Roma ha la disgrazia di avere il Vaticano e il Governo, due problemini non da niente. È una città molto bella, io la amo particolarmente, molto più di Milano se vuoi saperlo. Ricordo dei concerti bellissimi a Roma, e con progetti più grandi tipo Il Teatro degli Orrori è anche più facile, però anche con Bologna Violenta mi ricordo delle serate molto belle e molto calorose, sempre un ambiente molto tranquillo, molto rilassato…
La prima volta che ti vidi era al Mads con i Sikitikis…
Ecco, per dire, una serata così… va bene che era pieno di sardi e loro sai, sono super lì! Però era un martedì sera, pioveva, c’era un tempo di merda eppure il locale era pieno di gente. C’è un pubblico molto bello a Roma. Mi sembra più vicina ad una metropoli che ad una cittadina come Bologna, anche la gente è più con la testa improntata in quella direzione…
Parlando della tua musica invece, perché questa commistione tra cinema italiano e grindcore? Tu hai usato svariati sottogeneri italiani, dal poliziottesco al mondo movie. Hai in mente in futuro di utilizzare altri generi?
Queste due idee sono nate separatamente. Volevo fare un gruppo per omaggiare la bella vita: quel tipo di cinema, di poesia, che poteva avere un posto come Cinecittà, quindi i film di Gassman, di Alberto Sordi. Adesso ci fanno il Grande Fratello ma una volta si faceva Cinema. Quindi ho sempre avuto questa passione che volevo unire ad un gruppo perché sai, in genere tutti i gruppi nascono e cantano in inglese, c’è questa esterofilia molto accentuata, di cui io mi ero e mi sono abbastanza stancato, nel senso che ritengo che c’è gente in Italia che fa cose molto belle: punto. E le fa in italiano, e io li capisco: punto. Quindi mi va bene. Volevo fare un progetto che rispecchiasse questa italianità elegante. Avevo in testa di fare anche un disco grindcore da tempo, mi sono messo da solo perché non avevo voglia di fare un gruppo con nessuno e automaticamente mi è tornata in mente l’idea dei film, però a quel punto mi è venuto più spontaneo pensare ai poliziotteschi e ai mondo movies che non a un film di Alberto Sordi, per la cifra stilistica della cosa. Non so se prossimamente lavorerò ancora su sottogeneri italiani, ma ci sto pensando. Mi piacerebbe tornare alla realtà e parlare di Bologna, di tutte le cose che sono successe. Bologna Violenta è un nomignolo però alla fine sono successe tante cose per una città così piccola. Sto valutando.
‘Il Nuovissimo Mondo’ è un lavoro che, pur essendo estremo e per niente commerciale, ha molto più animo, più spessore di tanti dischi, comunque buoni, usciti quest’anno. Un giudizio personale, ma obiettivamente se ne è parlato molto. Ti aspettavi questa reazione?
No non me l’aspettavo. Da sempre ho pensato che il progetto sarebbe stato preso in maniera troppo superficiale, troppo burlesca. Che avrebbero pensato: ok tu hai fatto un disco perché sai suonare veloce e fai casino. Inizialmente poteva anche essere così, perché volevo fare un disco grindcore e tirare fuori determinate sensazioni che da altri generi non uscivano: molto semplice. Il progetto poi ha avuto un riscontro molto grande anche perché il personaggio Nicola Manzan aiuta Bologna Violenta. Diciamo che a livello commerciale il distributore ci ha creduto quindi le copie sono arrivate nei negozi, e da parte del pubblico c’è stato un recepire questo disco in maniera molto più profonda. Cioè si capisce la burla, perché c’è la burla nel disco chiaramente, però non pensavo che sarebbe stata intesa in maniera seria come faccio io. Scherziamo su una cosa, ossia il fatto che il paese più pietoso al mondo è l’Italia, però direttamente pensiamo al fatto che il paese è messo molto male. Quindi la doppia lettura che ho cercato di dare a dei pezzi è arrivata e mi sembra che questa cosa sia andata anche oltre il genere che faccio. Fondamentale poi è anche il fatto che non ci sia un cantato growl come è generalmente nel grindcore, perché automaticamente non piace a chi non è un appassionato del genere. Io non ce l’ho messo il growl, perché anche a me non piace molto. A gusto mio ho fatto tutto e alla gente è arrivata questa cosa quindi è inaspettata ma mi fa molto piacere.
Pensi che la gente abbia bisogno di roba forte? Di una “scossa” per riflettere?
Quello si! Ciò che ho visto in tour, anche con Il Teatro, è che la gente ha voglia di sentire qualcuno di autorevole dire le cose che pensa direttamente alla gente comune urlandolo magari, facendo sentire tutta l’energia che ha dentro! Questo tipo di disagio e è lo stesso che sente un ragazzo dai 25 ai 30 anni perché inizia ad avere i problemi con il lavoro e capire quest’Italia governata da… mi viene da dire criminali. C’è questa forte esigenza non di chiudersi in se stessi ma di andare al concerto e dire tutti che stiamo male e dirlo urlando. Questa è una cosa molto bella perché vuol dire che la gente si sta svegliando. Ci sono tanti gruppi che fanno queste cose, mi vengono in mente sempre gli Zen Circus che fanno una cosa molto diversa però sputano in faccia la realtà della vita vissuta, dalla droga ai morti che sono tutti buoni. Insomma come se la gente potesse dire: meno male che c’è qualcuno che lo può fare al posto mio, così io lo dico insieme a lui. Mi fa ben sperare. Sono molto ottimista! Sono molto dark, ma sono anche molto ottimista!
Quindi perché il titolo “Il Nuovissimo Mondo”?
Voleva esserci un forte rimando ai mondo movies e voleva essere un omaggio anche all’Australia, perché ci sono stato e 5 o 6 pezzi sono stati registrati li. L’Australia è un “nuovissimo mondo”. Ma è tutta una farsa naturalmente: gli inglesi sono arrivati li, hanno fatto dei disastri e adesso gli aborigeni sono i senzatetto. Il senso è quindi quello di un “nuovissimo mondo” fatato ma con il sottotitolo “dramma sulla sorte del mondo e sul declino del genere umano” perché comunque ho una visione dell’uomo non positiva, per quanto io sia ottimista su tutto ritengo che ci sia un declino del genere umano, confido sempre in una conversione di tipo morale… Io faccio fatica a far del male a della gente invece basta pensare a chi ci governa. Dovrebbe far si che noi stiamo bene e invece fa si che se stesso stia bene e il fatto che la gente voti queste persone così moralmente scorrette vuol dire che c’è qualcosa che non va, probabilmente non la pensano tutti come me o come te, ma questa gente continua ad esserci, continua a esserci gente che pensa al denaro. Io provengo dal Veneto che è una zona dove si vive per lavorare non si lavora per vivere. Sempre a pensare a “i schei, schei, schei, schei…” senza pensare alla vita o al bello che abbiamo. Se ciò lo metti su larghissima scala ti trovi dei paesi che cercano di dominare altri, e il petrolio e tutti questi discorsi… non se ne viene fuori. È un discorso talmente a 360° che mi sembra che in ognuno ci sia del negativo. Ok, adesso non facciamo più le guerre, però ci sono delle armi che magari ti sparano una microonda che non la vedi ma ti uccide a 100 metri di distanza. Cioè disumano! Ecco: questo qui è il declino! Il declino del genere umano! Usare l’intelligenza per fare del male: ma allora siamo proprio dei deficienti! Le visioni più apocalittiche che si vedono in film o cartoni animati tipo Ken Shiro… guarda che Baghdad è una cosa così adesso eh! Non sono muscolosi, c’hanno il baffo, ma sono messi così! Quindi…
Un altro concetto importante che sembra vuoi dire è quanto sia importante l’ironia, il prendere con distacco certi argomenti e che poi, paradossalmente, te li fa prendere con più razionalità. Ai tuoi concerti quando parte la traccia “morte”, che come argomento mette paura un po’ tutti, in molti ridono, me compreso…
Si infatti a me questo ha molto stupito, anche in riferimento alla domanda di prima, cioè il fatto che pochissima gente sia venuta a dirmi: porti sfiga! Io ho fatto un tipo di copertina che poi mi sono detto: no, adesso diranno che porto sfiga! Sono quelle cazzate che la gente poi ci crede e diventi quello che porta sfiga, e a quel punto devi trovarti un lavoro diverso! E invece no, è stato preso tutto come una figata: l’ironia che fa pensare… in maniera anche abbastanza sana poi, perché te ridi mentre io sto dicendo “io vedo la morte” e la gente pensa: ma guarda che scemo! Perché se noi prendiamo la morte come la fine della vita, beh, tutto nasce e muore, quindi non dovrebbe essere tutto questo dramma. È solo che siamo legati alle cose, agli affetti, quindi il fatto di avere un progetto da concludere ti fa pensare a chi finirà questa cosa? Può essere la famiglia, un libro, un disco, una casa da costruire. Però tolta da questo significato, sono solo delle parole, quindi sarebbe da prenderne coscienza in maniera un po’ diversa: io vedo la morte… eh si vede tutti i giorni! Ci siamo abituati… anzi ci siamo molto abituati: sangue in tv, gente sparata in testa…
Si, la televisione sembra abbia abituato gli italiani a mangiare tranquillamente a tavola mentre apprendono tragedie assurde…
Si, io mi ricordo di quel video al Tg di quel tipo a Napoli che aveva sparato ad un altro per strada…
Ah si, certo!
Porca puttana! Io sono rimasto scioccato… resto veramente scioccato. Allora se io dico: Io vedo la morte… cosa ti scandalizzi? Quindi… bella osservazione che hai fatto!
Tutto il tuo lavoro sembra basarsi su contrasti. Tu stesso suoni il violino, la musica classica e poi la sera suoni grindcore. ‘Il Nuovissimo Mondo’, come nei mondo movie, alterna momenti elevati, quasi poetici, a scene violente. Poi nel disco hai inserito ‘Blue Song’ in mezzo a tutto quel casino. Al di là dell’effetto scioccante che fa, a me ricorda molto lo stile dei film di Tarantino, che tra l’altro ha il merito di aver “posto l’attenzione” sui poliziotteschi e i b-movies italiani… Ti ci ritrovi in questa considerazione?
Secondo me io e Tarantino abbiamo visto più o meno gli stessi film ahahah! Solo che lui fa cinema e io musica, lui probabilmente ne ha visti più di me. Ti dico che è sempre stata nella mia natura questa dicotomia… oggi parlo molto bene… cioè questo fare classica e avere necessità anche di uno sfogo, qualcosa di estremo: il rumore. Quando ho visto Mondo Cane per la prima volta ho detto: Ok, devo fare un disco così, perché rappresenta esattamente, come hai detto te, il momento di poesia e poi subito dopo il massacro. Anche l’inizio del disco è così: parte la musica dolce e subito dopo c’è la traccia ‘Morte’. Tutti questi alti e bassi fanno parte della mia natura e nei mondo movies io mi ci ritrovo. Poi non è che mi piacciono tutti, magari sono appassionato del genere più per le cazzate che dicono o per questo modo che hanno che ti colpisce di continuo. Mondo Cane l’ho visto addirittura prima di aver fatto il primo disco di Bologna Violenta, quindi prima di avere in testa il progetto. Con Bologna Violenta, mentre stavo facendo il primo disco incentrato sul poliziottesco, automaticamente mi dicevo che dovevo fare anche l’altro. Infatti questi sono pezzi molto vecchi. Ti dirò: a me viene molto naturale, non so cosa farci, anche il disco ha il pezzo di violino esattamente in mezzo. Sono 23 tracce, la numero 12 è esattamente in mezzo, si chiama ‘Blue Song’ che è la cover della colonna sonora di Milano Trema. Il disco è strutturato geometricamente come sono io insomma ahahah!
Io so che prima di questo disco hai stampato tu da solo un tot di CD contenenti 26 brani di 26 secondi. Come sei arrivato a Bar La Muerte quindi, e che rapporti ci sono ora?
Ho fatto quel disco pensando di fare 100 copie numerate per gli amici. Alla fine mi sono trovato a portare dal vivo il progetto. I cd li ho sempre regalati, ma adesso li vendo perché sono un po’ più alle strette. Comunque li vendo a 2 euro, sono dei masterizzati con la copertina fotocopiata in D.I.Y. e alla fine, tra una cosa e l’altra, ne ho fatte 3000 copie e le usavo come biglietto da visita, quindi sono riuscito a farlo girare molto. L’avevo dato anche a Bruno Dorella di Bar La Muerte. A lui era piaciuto e l’anno scorso, dopo che aveva dovuto fermare l’attività per dei problemi con la Siae, mi disse che gli sarebbe piaciuto riaprire con il mio disco. Alla fine sono usciti insieme quello mio e quello di Alos. Mi trovo molto bene, ha fatto un buon lavoro anche l’ufficio stampa. Poi anche con Extragon Booking sto facendo tantissime date, loro si sono appassionati al progetto e quindi mi ascoltano. La cosa bella è che mi sono creato attorno questo team di persone che non lavorano per schemi come potrebbe fare una major, ma si parla insieme e si decide. Mi lasciano molta libertà: se io ritengo che c’è da fare un concerto gratis da qualche parte magari mi dicono tranquillamente di farlo. Mi trovo molto bene.
Progetti futuri? Ho letto da qualche parte che più che suonare all’estero traducendo in inglese i testi recitati, ti piacerebbe recitarli in lingue diverse per ogni nazione in cui suoni…
Però! Girano ‘ste cose eh? No, a parte gli scherzi, è vero! Con l’anno nuovo andrò a suonare all’estero e si è posta subito la questione della lingua. A me piace che sia tutto un po’ becero. Penso che uscirò in italiano e attaccherò dei fogli in giro con scritte le frasi del disco nella lingua del posto, in modo che la gente si incuriosisce e dice “che cazzo è sta roba?” Pensa in francese! Magari sentono la frase “Io vedo la morte” , poi leggono “Je vois la mort” , capiscono e ridono! Invece mi sembra che l’inglese sia una buona lingua per il rock, per la musica in generale, ma sembra che appiattisca molto. L’ideale penso sarebbe uscire con un disco in lingua madre per tutte le nazioni, per un tipo di disco come ‘Nuovissimo Mondo’ però insomma… le risorse sono quelle che sono!
Il tuo slogan è: nessuna politica, nessuna religione. Quindi secondo te è meglio sbattezzarsi e non andare più a votare? Così! Secco!
Ahah no, no! Bello! Mi piace! Mah, guarda… sbattezzarsi si. A me la chiesa in Italia mi fa pensare ad una specie di stato parallelo che influisce sullo stato laico e quindi mi sembra una sorta di partito politico gigante. A volte mi è venuto da pensare che sia il partito politico più grande del mondo se pensi che ha milioni di adepti. Questa cosa fa molta paura soprattutto per tutte queste storie di pedofilia o quando parlano dei poveri e sono tutti li con una pancia incredibile, con gli occhiali di Gucci e le cose di armellino… cioè ma vaffanculo! Io con queste cose qua non ci voglio avere niente a che fare come non voglio avere niente a che fare con i politici. Nel senso che io non ho tessera di partito e non ci tengo ad averla. Mi piacerebbe avere la tessera di un partito in cui sono tutti onesti. Pensa un po’ che figata!! Eh? Un’utopia in Italia! Ma penso che, o non va nessuno a votare, e li mandiamo tutti in merda, ma siccome comunque la gente ci va allora cerchiamo di votare per il meno peggio. So che è da codardi, che è una cosa brutta, ma non andare a votare significa comunque rischiare di perdere sempre. Poi, se io non sono battezzato posso giudicare un prete da uomo a uomo, mentre se io non vado a votare e non sono contento, mi possono dire “eh ma noi te l’abbiamo data la possibilità, perché non hai detto la tua?”
Come procede con Il Teatro degli Orrori e le altre tue collaborazioni?
Con il Teatro abbiamo appena finito il tour. È stato molto bello poter suonare con loro. Avevo iniziato a collaborare con loro in studio con i violini, e poter suonare la chitarra dal vivo… mi è piaciuto molto! È stato un tour impegnativo ma anche molto soddisfacente, ci sono stati molti riconoscimenti. Anche il fatto di essere un gruppo non pop che va a dire cose così scomode e va a riempire le piazze mi piace molto, come mi piacciono molto anche i pezzi. Adesso stiamo fermi, infatti ho iniziato con Bologna Violenta. Ripartiremo a metà novembre, al Circolo faremo due date. Poi sto iniziando nuove collaborazioni… sta per uscire un disco di colonne sonore che ho fatto con i 4 Fiori Per Zoe, colonne sonore per film, cortometraggi di vario tipo, poi collaborazioni in studio: adesso dovrò farne una coi Luminal, per il resto spero di continuare Bologna Violenta fino ad Aprile almeno!
Dei gruppi o artisti attuali, emergenti, italiani, internazionali che ti piacciono? Che meritano attenzione secondo te?
Difficile! Ho dei gusti stranissimi io. A me piacciono molto i Napalm Death, che tra l’altro saranno in tour in Italia a Ottobre: hanno un attitudine punk, sono fantastici, mi piace proprio la musica. Di gruppi italiani mi vengono in mente sempre gli Zen Circus, poi mi piace molto Beethoven… poi non saprei… gli Iron Monkey sono fichissimi, te li consiglio!
E i brani che ti piacciono di più da suonare dal vivo?
Ma sicuramente ‘Morte’, ‘Nuovissimo Mondo’, ‘Mondo Militia’, ‘Danze Cecene’, L’Uomo Ultimo Atto: questi sicuramente mi esaltano… Ah! Anche ‘Trapianti Giapponesi’ ma quella è facile! Ahahah!
Ok, ho finito… Grazie mille Nicola! Bella chiacchierata!
Grazie a te! A dopo!
Intervista raccolta da Marco Casciani