Peter Hook @ Magazzini Generali [Milano, 25/Novembre/2010]
Nov 27th, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: Live ReportRieccoci a parlare di lui, Peter Hook , dopo il concerto al Moonlight Festival di Fano ( leggi ). L’unico dei tre Joy Division resosi disponibile a celebrare un trentennale così importante per tutti coloro che li hanno apprezzati ed amati. Ma può essere? In una recente intervista ha dichiarato apertamente riguardo ad una possibile reunion con Summer e Morris che “non mi hanno mai chiesto cosa ne pensassi, allora io non ho chiesto niente a loro” . Il solito Peter Hook ; va dritto al sodo, senza mezzi termini come lo era da giovane: un’attitudine più “punk” che post-punk. Praticità, effetto e un forte ego, questo era e questo è, sia all’epoca dei New Order che ora con questo spettacolo portato in giro per il mondo rincorrendo una stella cometa inafferrabile come Ian. A Fano, non ci si era resi conto di quanto fosse reale questa percezione, tant’era l’attesa. Stasera, invece, mi sembra di capire che fondamentalmente “sor” Peter un po’ ci stia marciando: gioca con i nostri desideri, con le nostre aspettative. Un forte ego, come dicevo, che fa a cazzotti con il senso della serata. E sul finale arriva la conferma quando interrompe bruscamente ‘Trasmission’ perché qualcuno sta discutendo animatamente e, a quanto pare, anche giustamente con la security. Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che se la prende col malcapitato, poi prova a riattaccare il pezzo da dove l’aveva lasciato e infine getta la spugna passando all’ultimo bis ‘Love Will Tear Us Apart’. Non ci vedo più. Mi allontano gridando un bel “fanculo” .
Se questa è stata la fine del concerto, l’inizio invece è andato diversamente. Molta aspettativa, molta confusione. I Magazzini Generali sono stati letteralmente invasi nel giro di un’ora e mezza anche da ultra-cinquantenni vestiti in maniera sobria, borghese, con la faccia di chi ha lasciato qualche pratica sbrigata a metà sulla scrivania del proprio ufficio o di chi ha appena discusso con la figlia per essere rincasata troppo tardi la sera prima. Ogni faccia è una storia a se. Un divertente esercizio freudiano che mi rapisce per un’oretta prima che attacchino i romani Confield . Partono come un diesel e conquistano tutti gradualmente. Gli applausi arrivano quando mollano le influenze “interpoliane” e, a ritroso, passando per motivi simili ai primi New Order, si avvicinano con l’ultimo pezzo, ‘Night Bus Lovers’, al post-punk doc targato Manchester.
Rapido cambio palco e via con questa carrellata di pezzi fantastici anticipata sul sito del locale che ha come cuore il primo album dei Joy Division ‘Unknown Pleasures’. Impugno la camera appena vedo Hook ma mi viene immediatamente intimato di riporla in borsa ( “Il manager ha tassativamente vietato di fare foto” ). Non ci capisco più un cazzo. E’ come se ti dicessero che è possibile entrare in Parlamento con una rivoltella, ma non puoi usarla. Ok, mi incazzo un po’, ma poi su ‘Leaders Of Men’, mi lascio sedare dalla strofa “The leaders of men/Born out of your frustration/The leaders of men/Just a strange infatuation” . In fondo, è un po’ il senso di tutto il ragionamento di prima, di questa forma particolarissima di (auto-)celebrazione. Mi godo pezzo dopo pezzo il concerto sino a ‘She Lost Control’, ‘Shadowplay’, certamente tra le canzoni più note dei Joy Division . I bis partono con ‘Warsaw’, che da secondo pezzo della scaletta è stato retrocesso a terzultimo posto, per poi concludere come si era iniziato questo report, ovvero con una leggera perplessità circa le reali motivazioni che hanno spinto Peter Hook a celebrare qualcosa che pare sia ormai molto, troppo distante da lui e da quell’equilibrio fascinoso che i quattro ragazzi di Manchester hanno mantenuto per anni.
Andrea Rocca
Setlist
At A Later Date
No Love Lost
Leaders Of Men
Failures
Digital
Glass
Disorder
Day Of The Lords
Candidate
Insight
New Dawn Fades
She’s Lost Control
Shadowplay
Wilderness
Interzone
I Remember Nothing
Encore
Warsaw
Transmission
Love Will Tear Us Apart
io vado questa sera a roma. sulle reali motivazioni ke hanno spinto hook a fare questo tour.. beh penso sia scontato citare il vil denaro. spero solo di riuscire a godere a pieno della musica e dei pezzi di cui sono innamorato.. poi un bel fanculo a hook a fine serata ci sta tutto e penso glielo dirò anch’io!!! ;)
Dai!!!!! ‘love will tear us apart’ come ultima traccia!!! Ma che squallore!!! Ci mancavano solo gli accendini, sant’iddio.
Certo Vincenzo. L’odore degli ‘€urotti’ si sentiva un po’ anche a Fano… diciamo che mi ci è voluto qualche mese per vedere le cose in maniera ancor più obiettiva. Comunque, ti assicuro che il concerto merita se lo decontestualizzi da quanto appare.
Marco, fossi stato in Hook, avrei terminato con ‘Decades’, meglio ancora ‘The Eternal’.
Se siete in zona (Palestrina, RM) l’11/12 al Mentelocale ci sarà un ottimo tributo ai JD (Emanue’, dai, un po’ di pubblicità occulta ci sta noh?). R’n'R bless U.
Beh certo però è un pò difficile decontestualizzare il tutto. Avessi deciso di passare una serata vedendomi una qualunque coverband dei JD e allora va bene, ma cavolo Peter Hook non è uno qualsiasi… È uno con i controcoglioni, ed era uno dei quattro cavalieri del postpunk (passatemi sta cazzata), e quindi, solo il fatto che mi possa sfiorare l’idea che tutta sta cosa sia stata fatta per il vil denaro, mi fa un pò girare i ‘maroni’, e sicuramente se dovessi assistere alla performance in oggetto, nun je la farei a godermela in maniera easy… Vabbè sicuramente sarà suonato tutto a dovere, e quindi speriamo che anche stasera la gente si diverta… Cia’
La cosa ancor più triste è che Hook ha annunciato che farà uscire un nuovo EP di materiale risuonato dei Joy Division… raschiando ancora il fondo… E BASTA!!!
“Which are ‘Insight’, ‘New Dawn Fades’, ‘Atmosphere’ and a track called ‘Pictures’.”
Claudio, per carità vallo a vedere. Io me lo sono ingurgitato 2 volte in un anno. Il sound, e mi spiace di non averlo scritto, è quello degli ‘album’ ne senso che è curato nei minimi particolari, a parte qualche improvvisazione. Ma in fondo credo che non sarebbe potuto essere diversamente visto che ti manca Morris, Summer e Ian. Questo per dirti che vederlo (e non vederli) ne vale comunque la pena.
Inutile dire che concordo con Emanuele, che in soldoni ci dice che qualsiasi ‘attività postuma, spesso, uccide e stravolge’. Comunque stasera spassatela li a Roma, merita.
Vado anche io stasera a Roma.
Almeno non fa Ceremony (ok, ammetto che volevo sentirla, però).
Il concerto a Roma è stato bellissimo, anche se pensavo di andare a sentire i Joy Division, invece mi sbagliavo. Canzoni modificate e suono ovattato. Ho sentito le prove dei Rotting Flowers e li sì che ho sentito i Joy Division (suono e sentimento). Ragazzi aspetto con ansia l’11 dicembre