Blonde Redhead @ Piper [Roma, 11/Settembre/2011]
Sep 12th, 2011 | By NerdsAttack.net | Category: Live ReportSi è concluso nello storico club romano il tour estivo dei Blonde Redhead , che ha attraversato tutta l’Europa fino in Israele per terminare in Italia con le ultime quattro date. Un pienone di pubblico ha accolto la band italo-nippo-americana. La serata è stata aperta dal duo dark-pop (forse la definizione è un po’ azzardata) italiano de La Blanche Alchemie , akas Federico Albanese (chitarra e piano) e Jessica Einaudi (voce e figlia del pianista Ludovico Einaudi , che ha prodotto il loro secondo album ‘Galactic Boredom’), presentatisi in formazione da tre con bassista. Accolti senza interferenza, ma anche senza entusiasmi di sorta dal pubblico impaziente di vedere sul palco gli amati Kazu Makino e i gemelli Pace.
Cambio di palco et voilà… il live prende subito il volo nella dimensione dreamy di ‘Black Guitar’ e ‘Here Sometimes’. Se l’impronta del trio negli ultimi tre lavori, quelli sotto l’etichetta 4AD per intenderci, ha visto lo smussamento della spigolosità, che ha caratterizzato le produzioni degli anni’90, e ammorbidito i toni con una ricerca più intima e cantautoriale, il muro sonoro, fatto di chitarre, a tratti acerbe, a tratti dai riff magnetici e di drumming continuo, resta ancora in piedi a scaraventare d’impatto lo spettatore/ascoltatore in atmosfere ruvide e al tempo stesso addolcite da una malinconica melodia. Il concerto non ha tradito le aspettative. La band si è dimostrata all’altezza della fama da cult-band e lo spettacolo è stato emozionante. Luci basse, lampadine accese a incorniciare con scampoli di luce le figure spesso poco illuminate dei tre musicisti. Ben presenti sulla scena, dalle movenze sinuose, delicate e decise della front-woman (voce, chitarre e tastiera), all’eleganza di Amedeo che si destreggia tra chitarre e tastiere, a Simone, estatico dietro la batteria. Nessuna interruzione tra una canzone e l’altra, tranne i doverosi ringraziamenti, una nota di merito che ha permesso di non far svanire l’alchimia noise-rock/dream-pop che si è generata per un’ora e mezza sopra e sotto il palco. La scaletta si è basata su brani tratti dagli ultimi quattro album. Il momento più intenso si è forse avuto con la sincopata e tagliente ‘In particular’ (anche nota come ‘XX’ per via del ritornello ossessivo), seguita da ‘SW’, fino a chiudere con la sensuale e dirompente ‘23’. Tre i bis concessi, sulle note di ‘Silently’, ‘Messenger’ e ‘Misery is a Butterfly’.
Lina Rignanese
Grazie per la recensione.
Va forse sottolineato che Kazu ha addirittura lungamente parlato con il pubblico (cosa veramente rara) dispiacendosi del luogo (troppo buio), chiedendosi se fosse un posto appena aperto (non so se il commento fosse ironico) ma che il pubblico ne aveva largamente compensato le inadempienze (devo dire in effetti che il pubblico era veramente caloroso).
Comunque dei sei concerti dei BR a cui ho assistito in passato (il primo risalente al 1998 al Brancaleone) questo era tra i migliori. Era la mia prima volta al Piper e anche se non era il luogo ideale lo preferisco senz’altro all’Auditorium (troppo formale e dispersivo)…
sì, il commento di kazu sul luogo ho preferito non metterlo, dal momento che non avevo ben capito se la sua fosse stata un’affermazione ironica o meno… e poi a me la location darkeggiante, a dire il vero, non è dispiaciuta affatto, anzi era ben intonata al sound…
se proprio devo rimproverare qualcosa al piper sono i prezzi madornali: 6 euro per una birra piccola mi pare esagerato veramente!
Gran bel concerto anche quello milanese. Anche se ammettoc he sono più legato ai Redhead noise e rockeggianti… Saluto e lascio una traccia: una riflessione sul nuovo corso preso dalla band
http://goodbyezero.wordpress.com/2011/09/11/blonde-redhead-carroponte-noi-che-eravamo-rockettari-negli-anni-90/
Nota negativa: delle 5/6 volte che gli ho visti, fare un pezzo in più a Kazu è costato sempre un sacco di fatica. Evidentemente non ha mai lavorato nelle miniere di sale, master fondamentale ed imprescindibile nella formazione di una donna, ma per 18 € i tre brani previsti dalla set list sul mixer e non eseguiti (la gagliarda equus e i trascurabili penny sparkle e everything is wrong), con Pace 2 che faceva segno con la mano di smorzare tutto, gli potevano pure fare.
Nota positiva: miglior performance rispetto a quella sciatta sciatta dell’auditorium e kazu, giustamente scosciata come piace a noi, stranamente ciarliera che non perde occasione di demolire un locale che propone l’incredibile gag di metà beck - 17 cl circa- a 6 € . Per non parlare della simpatia degli addetti, cartina tornasole di un roma una volta “bene” e ora incapace di rendersi conto della propria inevitabile decadenza. L’aroma che infestava via tagliamento era dei cassonetti o del piper stesso?
Giudizio finale: Venerdì Jerry only e la sua ciurma di sfascioni suonerà in questo “storico” (cit.) locale. Sono fiducioso nell’inevitabile giudizio del Karma. Die Die My Patty Pravo.
Un atteggiamento di Kazu mo,lto snob, e qui mi fermo per non dire parolacce.
Parlare male di un locale che la paga per suonare, che paga per un lavoro che a noi tutti piacerebbe fare, è una bassezza, una scoerrettezza, una incoerenza.
Francesco,
A me pure sembrava fuori luogo l’atteggiamento di Kazu ma penso che abbiano avuto problemi durante la preparazione del concerto …