EVA MON AMOUR [Lo Specchio e l’Aspirina-Ala Bianca Group 2012]

Oct 16th, 2012 | By NerdsAttack.net | Category: Recensioni

Gli Eva Mon Amour sono uno di quei gruppi che hanno la strada quale meta finale, come destinazione ultima e costante del loro creare e del loro agire. Lungi dall’essere un fosco augurio di fallimento, con questo s’intende la necessità ma anche la vocazione di essere costantemente in tour e, conseguentemente, la tendenza a imbevere le loro canzoni di questo nomadismo artistico. E anche i pezzi di quest’ultimo ˈLo Specchio e l’Aspirinaˈ risentono certamente di questo approccio. Quello che contraddistingue quest’album è l’irruenza, l’immediatezza dei brani che lo compongono, forti di una formazione minimale e funzionale, allargata a basso e violino solo in un paio di episodi. L’iniziale ˈSi Stava Meglio Primaˈ fa capire bene il modus operandi della band di Velletri: un brano molto alla De Gregori, in particolare quello più recente di ˈPezziˈ, sia per la tecnica lirica dell’elenco così come per l’andamento dylaniano, nonché per lo stile vocale di Emanuele Colandrea (nel pezzo interviene inoltre il violino di Rodrigo d’Erasmo degli Afterhours). ˈCi Piaceˈ è molto in odore Negrita invece, forse sempre per una qualche inflessione nel cantato, benché lo stile musicale rimanga quello cantautoriale da battaglia. La tecnica dell’elenco prosegue in ˈUno Qualcunoˈ, espediente che forse non denota un’ispirazione particolarmente felice, ma che di sicuro fa presa e rimane impresso nella mente, mentre d’ispirazione bennatiana e circense (da Zen Circus) è ˈSei Dove Guardiˈ. Le tematiche affrontate sono perlopiù legate all’identità, alla maniera degli individui di rapportarsi con sé stessi, col mondo e con gli altri e alle reazioni del corpo e della mente, come dimostra uno dei brani dai toni più intimisti, ˈNascondigli Per i Caniˈ. Con la marziale titletrack si torna a viaggiare su frequenze più scanzonate, mentre con le due tracce finali si riabbassano i toni per un finale soffuso e da spiaggia. Un album che non sprizza originalità, ma che di certo non manca di vitalità e brio, e che quindi si giocherà tutte le sue carte e risulterà molto più coinvolgente dal vivo. [***]

Eugenio Zazzara

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