Bugo @ Circolo degli Artisti [Roma, 26/Marzo/2009]

Mar 30th, 2009 | By admin | Category: Live Report

Bugo è matto col botto. Lo dicono le spruzzate di nebbiolina, a ritmi irregolari, che precedono la sua entrata sul palcoscenico. E i tre musicisti – rigorosamente calvi, indifferenziati, in abito futuristico – appena congedati dall’Enterprise. O ancora la voce, grave e metallica, che sullo sfondo di un crescendo sonoro sillaba: “Siete-pronti-a-entrare-in-contatto? Siete-pronti-a-entrare…nel-giro-giusto?” . Qui non si bada a spese. L’effetto d’insieme è robusto come un’assicurazione sulla vita. Chitarra spaziale anche per Bugo , con secondo ponte di raccordo fra manico e body. I primi vagiti di ‘Nel Giro Giusto’ escono dagli ampli fissati al soffitto. Uno tsunami di luci. Grande cataclisma di suoni. Noi, sotto, i terremotati. Una concessione al vecchio repertorio con la stralunata ‘Ggeell’ ( “l’avevo visto lì/ sul comodino mio” ), e poi un nuovo salto in avanti col singolo ‘Love Boat’. I suoni campionati li decide Bugo , avvicinandosi al portatile e battendo sui tasti. ‘La Mano Mia’, che a dire il vero non mi aveva entusiasmato su disco, adesso esplode cavalcando quel fottuto ritornello. Feriti a decine. Non riuscirò a levarmela dalla testa neppure rientrato a casa. L’inconfondibile organo flower power introduce ‘C’è Crisi’. Cantata da tutti. E c’è lo spazio per una manciata di brani più liquidi, soffusi. Riconosco ‘Quando Ti Sei Addormentata’ e la bellissima ‘Amore Mio Infinito’. Bugo compositore versatile. Cantante pop che tallona percorsi poco calpestati. O, se si vuole, cantautore felicemente contaminato. La seconda metà del concerto è un’altra storia ancora. Bugo abbandona lo strumento e si libera anche dell’ingombrante asta del microfono. La trasformazione è completa. Adesso, predicatore battista dall’alto del suo pulpito, arringa le folle e le implora di credere al suo Verbo. Qualcosa di difficilmente digeribile per gli over 25. Ma la gente, va detto, è in estasi. ‘Casalingo’ in un inaspettato abito funky, rappata. Così come ‘Il Sintetizzatore’. Una melassa ininterrotta, campionamenti in loop, spezzoni di brani che ritornano per pochi secondi. Disco e non disco. Catapultati su un’altra dimensione. Bugo si trasforma in dee-jay, ballerino, aitante showman. Stringe mani, sovrappone nuove parole alla sua voce registrata, infaticabile. Verso l’una è tutto finito, la gente inonda via Casilina Vecchia. Diciamolo senza malizie: gran bel concerto pop.

Filippo Bizzaglia

6 comments
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  1. recensione commoventemente naive

  2. amica cara, se fossi venuta con me anziché stare in panciolle in casa a guardare lost.
    tu sì che mi avresti aperto gli occhi. e leggiti l’intervista che t’ho anche citato eggers tiè.

  3. uffa non c’ero
    rosico

  4. Bello Lost

  5. ma io non ho una lira! devo risparmiare per andare ad amsterdam (e poi scappare a londra) e i miei mi danno soldi solo per comprare i libri di sam shepard sui concerti di dylan e farci gli esami!
    se tu per una volta avessi scroccato l’accredito per moi ricambiando uno dei miei milioni di infiniti favori sarei venuta!
    l’intervista l’ho letta e mi sono immaginata la tua faccia tutto il tempo :)

    p.s. W Lost, avoja.

  6. 4 8 15 16 23 42

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